MODELLI ORGANIZZATIVI PER L'ATTIVITÁ CLINICA IN ONCOLOGIA GERIATRICA
S. Monfardini, G. Cutolo, G. Foglio, R. Bagarolo, R. Sandri
Vol.1 (2014), issue 1, pag. 64-69

Published Mar. 2014
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Introduzione
Nei paesi industrializzati grande è l’impatto assistenziale dovuto a tutti i problemi correlati all’età sempre più avanzata, oltre che alla neoplasia stessa. Nasce da qui l’esigenza di avere un’organizzazione di assistenza più specificatamente orien- tata verso la popolazione anziana.
Scopo
Affrontare il problema dell’assistenza ai malati oncologici anziani creando dei modelli organizzativi per l’attività clinica.
Materiali e metodi
Nella relazione sono stati considerati tre modelli di programmi di oncologia geriatrica a scopo esemplificativo, dove viene descritta l’attività clinica e da chi e dove debba essere svolta, analizzando i vantaggi di un programma sulle appro- priatezze delle terapie sulle riduzioni delle mortalità e sulla riduzione dei costi ospedalieri con la possibilità di svolgere ricerca clinica in questo settore.
Risultati
Sul piano internazionale le prime risposte a questa problematica sono state date dagli U.S.A., ma anche in Europa è in corso uno sforzo per incrementare il livello delle conoscenze nel campo dell’oncologia geriatrica. Anche Giappone ed Australia sono impegnati nel settore della formazione, tuttavia una collaborazione strutturata tra oncologi e geriatri esiste solo a Melbourne. L’elemento centrale dell’attività clinica è risultato essere la valutazione geriatrica multi-dimensionale, i cui dati vengono raccolti da un team che include un geriatra, un oncologo medico, un assistente sociale, un dietista, un fisioterapista, un farmacista ed un infermiere di ricerca.
Conclusioni
L’organizzazione ottimale del tipo di assistenza discussa dovrebbe essere data dall’esistenza contestuale sia dell’attività oncologica che quella geriatrica pres- so ambulatori comuni in cui avere la possibilità di vedere insieme i casi più complessi. Inoltre sarebbero molto utili per le decisioni strategiche e per la crescita culturale sui casi più interessanti con la co-partecipazione degli oncologi, geriatri, assistenti sociali, infermieri, farmacisti e medici di medicina generale.